Descrizione
<<È gratis!>>: una frase accattivante, che per pochi istanti ci rende felici e ci induce ingannevolmente a ritenerci liberi dalla schiavitù del denaro e della regola del do ut des. Eppure non ci soffermiamo mai a riflettere sul significato della parola, forse perché preferiamo semplicemente godere dei suoi effetti senza preoccuparci troppo se essa nasconda dietro di sé intenti di altro genere. Difficile immaginare, d’altra parte, che il concetto stesso di “gratuità” abbia alle spalle una storia antichissima e sia stato oggetto nei secoli di studi e discussioni.
La trascinante dissertazione proposta da Francine Markovits in questo volume mette in luce le implicazioni filosofiche, religiose, politiche ed economiche della gratuità. Il discorso prende spunto dal mito di Prometeo per poi approfondire l’argomento fino a importanti questioni emerse in questi ultimi anni, dalla distribuzione dell’acqua (risorsa ormai preziosissima e rara) all’istruzione e alla sanità pubbliche, dall’accesso a Internet al copyright nell’ambito informatico, senza dimenticare il diffusissimo caso dei quotidiani gratuiti.
Procedendo per intuizioni e associazioni di idee, il pensiero di F. Markovits segue un filo che, inaspettatamente e in modo del tutto originale, unisce grandi pensatori come Rousseau, Marx e Adam Smith – solo per citarne alcuni –, ma anche eminenti studiosi contemporanei.
Nell’era dei beni e dei servizi gratuiti, questo libro ci aiuta a riflettere sul carattere illusorio, paradossale e ingannevole del concetto di gratuità, rammentandoci una semplice regola: non si ha mai niente per niente.
Francine Markovits è insegnante di filosofia all’Università di Parigi X-Nanterre.
