Il cinema giallo-thriller italiano

Claudio Bartolini

Disponibilità: Si

€ 24,50
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Il cinema giallo-thriller italiano

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Informazioni Aggiuntive
ISBN 9788884409928
Caratteristiche volume in brossura
Formato cm 17 x 24
Pagine 400
Anno 2017
Rassegna Stampa

Articolo su "Film TV"

Recensione su "B-Side Magazine"

Recensione su "SoloLibri.net"

Dettagli

Frutto di anni di ricerca, catalogazione e scrittura, questo volume costituisce la prima mappatura completa della produzione giallo-thriller italiana dal 1963 – anno di distribuzione del capostipite La ragazza che sapeva troppo di Mario Bava – al 2017. Insieme è però anche un’approfondita analisi verticale – a carattere produttivo, storiografico, stilistico e aneddotico – di ognuno degli oltre 400 titoli che compongono il catalogo del genere. Dai capisaldi firmati Dario Argento, Mario Bava, Lucio Fulci, Sergio Martino o Umberto Lenzi alle affermazioni autoriali di Michelangelo Antonioni, Elio Petri, Luigi Comencini o Tinto Brass, dalle incursioni eccentriche di Francesco Barilli, Pupi Avati, Nelo Risi o Luigi Bazzoni alle varianti di filoni come il thriller d’alta moda, il rape & revenge, il boat thriller o il torture movie; dagli anni ’60 del sexy giallo ai cangianti ’70 delle sperimentazioni pop, dai patinati ’80 ai mercati straight-to-video dei ’90, fino all’attualità di un cinema che ancora sopravvive grazie soprattutto alle produzioni indipendenti, nulla è stato tralasciato. Introducendo il lettore al genere mediante un saggio che ne ripercorre e sintetizza filoni, evoluzione e archetipi, il libro lo invita in seguito all’approfondimento con le singole schede organiche dei film, offrendo l’opportunità di una lettura orizzontale o di una consultazione sporadica, ponendosi come poderoso saggio e, allo stesso tempo, come guida alla visione di un singolo titolo. definisse il genere e i suoi confini –, in coda all’opera l’autore propone un apparato comprendente gli oltre 300 esclusi, motivando le proprie scelte in base a griglie di carattere storico o contenutistico. Poiché l’inventario di una simile mole di pellicole ha obbligato l’elaborazione di un rigido criterio di inclusione – che definisse il genere e i suoi confini –, in coda all’opera l’autore propone un apparato comprendente gli oltre 300 esclusi, motivando le proprie scelte in base a griglie di carattere storico o contenutistico.  La presente CinEnciclopedia rappresenta, a oggi, il lavoro più completo, organico ed esaustivo su un genere che, in Italia come nel resto del mondo, si è imposto come fenomeno di culto.

Claudio Bartolini è co-direttore della collana di saggi cinematografici Bietti Heterotopia, direttore del periodico «INLAND. Quaderni di cinema» (Bietti Edizioni), vice-caporedattore del mensile «Nocturno», redattore e capo-servizio del settimanale «Film Tv» dal 2009. Giurato in festival nazionali e internazionali, ha pubblicato monografie sul cinema gotico di Pupi Avati, quello virale di David Cronenberg e quello sommerso e sottostimato di Armando Crispino. Ha curato l’antologia di contributi critici George A. Romero. Appunti sull’autore (Bietti, 2016) e ha partecipato con saggi ai volumi collettanei The Fincher Network. Fenomenologia di David Fincher (Bietti, 2011), L’ossessione visiva. Il cinema di Ridley Scott (Historica, 2013), Cinema senza fine. Un viaggio cinefilo attraverso 25 film (Mimesis, 2014) e Prandino. L’altro Visconti (Il Foglio, 2018). 

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