Leonardo da Vinci e la cucina rinascimentale

Sandro Masci

Scenografia, invenzioni, ricette


ESAURITO / NON DISPONIBILE

Disponibilità: Si

€ 25,00
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Leonardo da Vinci e la cucina rinascimentale

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Informazioni Aggiuntive
ISBN 9788884404347
Caratteristiche volume rilegato
Formato cm 19,5 x 26
Pagine 192 con 100 ill. ca. a colori e in b/n
Anno 2007
Rassegna Stampa No
Dettagli
Attraverso un’analisi prettamente storica e iconografica dei trattati più importanti dell’epoca, il volume illustra la gastronomia rinascimentale italiana, con i grandi apparati e gli allestimenti di un paese che vanta i cuochi più abili, rinomati e creativi d’Europa, e in cui fioriscono i ricettari e i manuali sul comportamento da tenere a tavola, sul modo di apparecchiare e sull’arte del taglio. Vengono presentati, in particolare, i coreografici, monumentali e pantagruelici banchetti tipici dell’epoca, nei quali anche Leonardo da Vinci si sbizzarriva. Il banchetto è inteso come evento solenne che deve compiacere i potenti, anche attraverso l’elaborazione di cerimoniali sempre più complicati e sontuosi. Il fasto regna e Leonardo, come Gran Maestro di feste e banchetti alla corte degli Sforza, lo vive e vi prende parte. Chiamato da Ludovico il Moro, dal 1481 al 1499 presta il suo genio non solo nel dipingere capolavori e nel costruire nuove invenzioni, ma anche nel curare tutti gli allestimenti scenici e scenografici degli spettacoli e dei banchetti. La sua inventiva raggiunge l’apice quando il Moro gli commissiona, il 13 gennaio 1490, l’organizzazione della Festa del Paradiso in onore delle nozze di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona. Nel Castello Sforzesco di Milano, Leonardo progetta tutti gli apparati scenici utilizzando una rappresentazione allegorico-mitologica prototeatrale. Il volume si sofferma anche sul misterioso Codice Romanoff – presunta copia di un testo leonardesco rintracciato da un certo Pasquale Pisapia all’Hermitage e di cui il museo stesso nega la presenza – che testimonierebbe l’interesse di Leonardo per l’arte culinaria. Tale codice racconterebbe in particolare le sue vicende come cameriere e chef nella Locanda delle Tre Rane a Firenze, in società con Sandro Botticelli. Il fatto che Leonardo si sia occupato di cucina e ricette in modo analitico e sistematico è comunque comprovato dall’accreditato Codice Atlantico – la più ampia e stupefacente collezione di scritti e disegni del grande Genio allestita nel tardo Cinquecento dallo scultore Pompeo Leoni – in cui ritroviamo lo schizzo del primo girarrosto a movimento meccanico. La trattazione è arricchita dalle più originali ricette dell’epoca, attualizzate sia negli ingredienti che nelle dosi per poterle riproporre sulle tavole dei nostri giorni.
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